D'Abruzzo N.95

D'Abruzzo

Numero 95

Anno XXIV

Autunno 2011

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 D'Abruzzo N.95D'Abruzzo N.95
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Prezzo di vendita: 7,50 €
Descrizione

UNITÀ D'ITALIA

IL MUSEO D'ARTE MODERNA A PENNE

SPECIALE
Olio

ITINERARIO DI MONTAGNA

GROTTA DEL BOVE

VOLO LIBERO

NON DIMENTICHIAMO L'AQUILA

STORIE DI MIGRANTI

FOTOGRAFIA

 

Il numero autunnale della rivista D'Abruzzo si apre con una sezione storica dedicata al risorgimento abruzzese. Francesco Sabatini illustra cinque documenti figurativi per ricordare la temperie politica e culturale negli anni dell’Unità d’Italia, in quella che era stata per sette secoli una regione di confine. Di particolare rilievo è il quadro del pittore Enrico Gamba, Il voto di annessione dell’Abruzzo, un’opera realizzata a pochi mesi dall’avvenimento raffigurato: lo svolgimento dei plebisciti di annessione delle province meridionali al Regno d’Italia, tenuti il 21 ottobre 1860. Tuttavia il Risorgimento abruzzese ebbe i suoi protagonisti soprattutto nella classe medica che, in quel periodo storico, accolse illustri clinici e filantropi dai sentimenti liberali. Le figure di Salvatore Tommasi, “Insigne scienziato, naturalista, medico, fisiologo, clinico illustre, uomo politico e figura centrale del Risorgimento e di Angelo Camillo De Meis medico, scienziato, filosofo e patriota politico sono descritte nel servizio Medici e Patrioti.

L'olivo protagonista dello Speciale di questo numero, disegna il paesaggio abruzzese puntellando le dolci colline. Collegate al microclima ambientale e alla morfologia del terreno le olive acquistano, di zona in zona, specifiche caratteristiche che nell’insieme costituiscono la forza della tipicità degli oli regionali. In Abruzzo si possono contare circa venti varietà di olivo poichè la regione ha avviato un vero e proprio censimento degli alberi monumentali di olivo che ha consentito di definire le numerose qualità: tra le quali La Dritta e la Gentile di Chieti, l'Intosso, la Rustica, la Gentile dell'Aquila ed altre. Di particolare interesse sono quindi le vie dell'olio che percorrono le quattro province abruzzesi e si intrecciano con percorsi culturali di grande suggestione.

A Penne, grazie al mecenatismo e alla donazione delle famiglie Di Fabrizio-Savini e Galluppi e alla collezione dell'artista Remo Brindisi ha aperto il Museo d'arte Moderna e Contemporanea il MAMEC. Il museo è ospitato in uno dei più prestigiosi palazzi del barocco pennese: Palazzo Ferdinando Castiglione. Oltre alle tre sezioni dedicate agli artisti vi è spazio per mostre temporanee poichèil museo vuol essere un luogo di continua evoluzione e apprendimento.

Un itinerario accessibile a tutti, ma forse non a tutti noto è quello che conduce alla Grotta del Bove - così chiamata dai pastori che da sempre ne hanno fatto il loro rifugio naturale - nella Valle di Taranta, a pochimetri dalla Grotta del Cavallone. La grotta custodisce stupefacenti scenari di roccia e ampie sale: Sala del Latte di Monte, Sala del Cesello dove piccole stalattiti danno origine a innumerevoli cesellature che sono tra le concrezioni più belle della grotta. Usata da sempre come riparo dei pastori data la sua facilità d'accesso non si escludono frequentazioni preistoriche.

L'itinerario autunnale conduce il lettore alla Montagna dei Fiori, a cavallo tra l'Abruzzo e le Marche con scenari declinati in una emozionante tavolozza di colori, dove si possono ancora scorgere le caciare, ricoveri di pietra a secco utilizzate dai pastori per la stagionatura dei formaggi.