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Nicola da Guardiagrele e l’Incoronazione della Vergine

L’Incoronazione della Vergine, gruppo scultoreo un tem­po collocato nella lunetta del portale di Santa Maria Mag­giore a Guar­diagrele, è tradizionalmente attribuito a Ni­cola da Guar­diagrele che ivi nasce, presumibilmente intorno al 1386. L’artista realizzò in Abruzzo numerose opere in oro, in argento, in legno, in pietra; tra le più famose gli ostensori eucaristici e le croci processionali (la croce di Roccaspinalveti, di S.Maria Maggiore a Lanciano, la croce di Guardiagrele, di S.Massimo all'Aquila, di Monticchio, di S.Agostino a Lan­ciano, di Antrodoco e l'ultima splendida croce del Laterano), il paliotto in argento del Duomo di Teramo, i sei altorilievi in pietra, provenienti dalla recinzione dell'orto della casa del pittore Teofilo Patini a Castel di Sangro e oggi conservati nel Mu­seo dell'opera del Duomo di Firenze.

Nicola da Guardiagrele, formatosi dapprima all’interno della fiorente scuola sulmonese e napoletana, ebbe la fortuna di soggiornare a Firenze per cica sette anni nella bottega di Lorenzo Ghiberti a cui si ispirò per la realizzazione del paliotto teramano e dei rilievi di Castel di Sangro. Tornato a Guardiagrele diede impulso a una sua bottega che pare contasse al massimo della sua evoluzione 67 persone. L’Incoro­nazione della Vergine, attribuita a Nicola Gallucci e probabilmente eseguita all’interno della sua bottega, rientra in un gruppo di opere di scultura e pittura  che la Critica sta ancora studiando tra cui l'Annunciazione sulla facciata della cattedrale di Teramo, i rilievi di Ca­stel di Sangro, e la tavola dipinta con Madonna e Bambino degli Uffizi. Ancora incerta è anche l’attribuzione un’altra sua opera scultorea, l’Annun­ciazione, ritrovata in un giardino di Tocco Casauria, immediatamente acquistata da Corrado Ricci, ed oggi esposta tra quelle dei grandi del rinascimento italiano nel museo del Bargello nella sala detta del Donatello.

A Guardiagrele l’autentica Incoronazione della Vergine oggi è costudita nel Museo del Duomo, per preservare la porosa pietra della Maiella con cui è stata realizzata. Da anni la cittadinanza attendeva il suo restauro e la ricollocazione nella elaborata lunetta gotica che corona il portale del Duomo, in particolare dopo la perdita dell’altro pezzo importante dello stesso artista, la croce processionale, oggi recuperata solo in parte. Nasce da questa circostanza l’iniziativa dell’ industriale guardiese Pietro Rosica di produrre, con tecnologia moderna, una copia del gruppo scultoreo. Quasi un anno di lavoro e di cura di ogni dettaglio, una grande passione e un entusiasmo via via crescente nel gruppo di lavoro hanno permesso infine, lo scorso 4 settembre, la sua ricollocazione nella lunetta del duomo.

Per gli approfondimemti vedi: G. Curzi in A. Cadei, Nicola da Guardiagrele, Silvana Editoriale, Firenze, 2005.

© Rivista D'Abruzzo, Anno XXV, numero 99, autunno 2012

 

Incoronazione della Vergine, Guardiagrele


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