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cucina-tradizionale-abruzzeseSilvia La Monaca
A occhie. La cucina di tradizione in Abruzzo

L’autrice avverte che non ha voluto chiamarlo ricettario perché sarebbe stato riduttivo. A ragione. Ci sono infatti indicazioni sulla preparazione

dei piatti della tradizione gastronomica abruzzese, raccolte dalla nonna e dalle zie della scrittrice che ora vive a New York; indicazioni peraltro non precise, perché le brave cuoche si basano sull’esperienza, sul tatto, sull’occhio per decidere le dosi: ecco il perché del titolo “A occhio”. Ma ci sono anche piacevolissime storie e fatterelli che “ispirano il sentimento del tempo e della tradizione”, qualche nota sulla storia di alcuni cereali e ortaggi, sui modi di coltivazione e sui significati che i rituali davano al loro consumo.

Gradevolissima la lingua di fine Ottocento, mista di termini dialettali e termini dell’italiano letterario che nobilita quel mondo abruzzese ormai scomparso assieme ai sapori, ai colori e agli odori che si vorrebbe riportare in vita.